Quanti tipi di scoliosi esistono?

“La scoliosi - spiega il dottor Marco Brayda-Bruno, responsabile dell’U.O. di Chirurgia Vertebrale III all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi - è una deformità vertebrale che può comparire nell’età dello sviluppo scheletrico (dalla nascita ai 18 anni) oppure nell’età adulta per fenomeni degenerativi: essa si presenta come una deviazione laterale della colonna con rotazione sul suo asse, producendo una deformità a curva doppia o singola”.

“La comparsa della scoliosi - continua - non è necessariamente associata a patologie sindromiche o congenite, infatti in età giovanile può compare anche in soggetti sani: in questo caso si parla di scoliosi idiopatica o dell’adolescenza, della quale non si conosce con esattezza la causa. È da almeno mezzo secolo che, grazie a diversi studi, si cerca di capire quali possano essere le cause predisponenti alla scoliosi idiopatica del giovane: sappiamo che una parte di queste sono di tipo multifattoriale su base genetica, in questo caso si ereditano alcuni fattori predisponenti allo sviluppo della patologia durante la pre-adolescenza e l’adolescenza. La scoliosi idiopatica può quindi manifestarsi a partire dai 9-10 anni fino ai 14-15 anni. Vi è infine la scoliosi dell’adulto che compare tipicamente in seguito a degenerazioni del disco intervertebrale e dei legamenti e che può manifestarsi anche con una rotazione della colonna evidenziando quindi una scoliosi degenerativa”.

“Quello di cui dovremmo tenere conto - conclude il dott. Brayda-Bruno - è il tasso di evolutività della scoliosi: più questa si presenta precocemente, più ha la possibilità di diventare molto grave. Scoliosi infantili apparse sotto i 3 anni di età o giovanili apparse sotto i 10 anni sono più gravi di quelle che compaiono nell’adolescenza, cioè dopo i 10 anni. Un altro tipo meno frequente di scoliosi è la cosiddetta scoliosi funzionale, dovuta a un atteggiamento posturale di solito di tipo antalgico che si crea per sfuggire a una postura dolorosa”.

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