Uno studio scientifico dell’IRCCS Galeazzi ha analizzato le ossa dei santi di Milano

Martedì 2 ottobre, nella Sala Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, è stato presentato lo studio scientifico, in corso, sulle ossa dei tre Santi maggiori della Diocesi di Milano: Ambrogio, Gervaso e Protaso. Promosso dall’abbazia di Sant’Ambrogio, lo studio è stato condotto dall’Università degli Studi di Milano e dall’Unità Operativa di Radiologia Diagnostica per immagini e Interventistica dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, diretta dal professor Luca Sconfienza, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano.

Il gruppo di ricerca ha eseguito la ricognizione e l’esame antropologico dei resti dei tre Santi, la valutazione dello stato di conservazione e le indagini radiografiche e TC degli scheletri, un esame del sarcofago in porfido che ha contenuto i santi fino alla metà dell’800, ricerche d’archivio e storiografiche. Il lavoro, iniziato alcuni mesi fa, ha prodotto i primi positivi risultati sia per la conoscenza dello stato conservativo dei tre Santi sia per la corrispondenza tra le loro agiografie e la realtà riscontrabile nell’esame anatomico degli scheletri. Grazie all’esame eseguito con la TAC sarà inoltre possibile la ricostruzione tridimensionale del volto dei tre Santi.

Nonostante le analisi di laboratorio siano ancora in corso, sono emerse alcuni risultati importanti: lo stato di conservazione delle ossa è buono e non presentano alcun segno di degradazione attiva; i resti di Ambrogio sono quelli di un uomo sano di circa 60 anni, alto circa 170 cm, con una frattura alla clavicola destra che gli provocava dolori e difficoltà a muovere la spalla destra; gli scheletri dei due Martiri sono molto simili tra di loro, entrambi giovanissimi (tra i 23 e i 27 anni), alti oltre 180 cm, robusti, con simili difetti congeniti alle vertebre: uno presenta segni di decapitazione e lesioni alle caviglie, l’altro lesioni da difesa e fratture costali, oltre a segni sospetti di tubercolosi (ancora in corso di studio). Entrambi, infine, hanno fratture guarite di vecchia data su gambe e piedi, compatibili con la loro professione di militari.

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