Tallonite: quali le cause e come prevenirla?

“Parlare di tallonite, spiega il professor Antonio Serafin, responsabile del Servizio di Podologia all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, vuol dire parlare, più precisamente, di dolore al calcagno. Il dolore al calcagno normalmente si divide in tre particolari gruppi”. 

“Il primo riguarda la tallonite infantileche è comunemente associata a una patologia di crescita; questo avviene perché la tibia cresce più velocemente di quando si allunga il muscolo tricipite portando in tensione l’inserzione distale del tricipite cosicché il bambino, quando pratica attività sportiva o cammina molto, avverte un dolore intenso e lancinante, che si protrae per tutta la giornata. Se questa patologia, nella sua insorgenza infantile, viene trascurata, in età adulta può portare alla formazione di un’esostosi, cioè un accrescimento dell’osso dove il tricipite surale del polpaccio si inserisce nel calcagno provocando a volte proprio l’erosione della tomaia della calzatura per sfregamento. In questi casi particolari, normalmente, è sufficiente aumentare il tacco della calzaturaper rendere più rilassato il tricipite surale e quindi con meno trazione sul calcagno. L’altra parte importantissima delle tallodinie sono le spine calcaneari: laddove la fascia plantare è in tensione perché il tricipite surale del polpaccio è breve e tende a distaccarsi e a infiammarsi al nostro corpo, si depositano sali di calcio all’origine della fascia plantare provocando un dolore lancinante e acuto in special modo all’inizio dell’attività fisica”. 

“In questo caso, conclude il prof. Serafin, non è più sufficiente adeguare l’altezza del tacco della scarpa ma è necessario ricorrere a una terapia ortesica plantaread hoc, accompagnata da terapie fisiche come ad esempio le onde d’urto, oppure farmacologiche con i Fans (farmaci anti-infiammatori non steroidei) generici”.

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