Quanto la vitamina D influisce sul cuore? Uno studio del Galeazzi ce lo rivela

È stato pubblicato recentemente sulla rivista scientifica “Journal of Geriatric Cardiology” uno studio condotto dal professor Maurizio Turiel, responsabile del Servizio di Cardiologia dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi e cardiologo Fellow of European Society of Cardiology (FESC), e dal dottor Matteo Briguglio, nutrizionista ricercatore presso la Direzione Scientifica, sugli effetti cardiaci della supplementazione di vitamina D in 47 pazienti con pregressa cardiopatia, che presentavano ipovitaminosi D (cioè bassi livelli di vitamina D) di varia entità, sottoposti a chirurgia protesica di anca o ginocchio. L’obiettivo dello studio, durato circa due anni, è stato quello di investigare come la funzionalità cardiaca, studiata mediante ecocardiografia, potesse variare al ripristino dei normali livelli di vitamina D. La supplementazione di vitamina D è iniziata subito dopo l’intervento con controlli a uno, tre e sei mesi. La correzione dell’ipovitaminosi, talvolta molto marcata, è stata accompagnata da un significativo miglioramento a 6 mesi della funzionalità cardiaca. Nonostante sia ancora presto per consigliare la vitamina D in soggetti cardiopatici sottoposti a chirurgia ortopedica maggiore, i risultati ottenuti sono sicuramente promettenti tanto da prospettare uno studio similare anche su pazienti con malattie autoimmuni (ad esempio, artrite reumatoide).

Clicca qui per leggere la pubblicazione completa

 

X