Mio figlio ha i piedi piatti: è grave?

“Il piattismo - spiega il dottor Fabio Verdoni, responsabile dell’U.O di Ortopedia Pediatrica all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi - è una patologia del piede caratterizzata da una perdita più o meno accentuata dell’arcata plantare. Si tratta di una patologia minore che però, soprattutto nei bambini, deve essere trattata e diagnosticata precocemente per evitare conseguenze nel tempo. Esistono vari stadi di gravità in relazione alla caduta del piede all’interno (pronazione), all’età, alla scarsa correggibilità attiva e alla presenza o meno di dolore. Nella maggior parte dei casi il piede piatto nel bambino è asintomatico mentre nell’adolescente può essere doloroso”.

“Quando si parla di piedi piatti - continua - si identifica una patologia minore che interessa la conformazione del piede, con una perdita dell’arcata plantare. Il piattismo è importante che venga trattato e diagnosticato il prima possibile proprio per evitare conseguenze più gravi (anomalie della postura, disturbi nella deambulazione, usura anomala delle articolazioni delle ossa del piede, della caviglia e del ginocchio) e proprio perché è una patologia ricorrente e di facile trattamento non necessita di essere iper-trattata. Le cause possono essere di diverso tipo: idiopatico, quando il soggetto nasce con una predisposizione a sviluppare il piede piatto, familiare, per cui i figli possono ereditare i piedi piatti dai genitori, e acquisito, a seguito di patologie neurologiche o traumatiche. Di solito, sono i genitori che si accorgono del problema insieme al pediatra, mentre è l’ortopedico che effettua una diagnosi di conferma del piattismo. Il podoscopio, apparecchio che permette di visualizzare l’appoggio e i sovraccarichi articolari, è un esame complementare a quella che è la valutazione clinica”.

“Prima di un intervento chirurgico - conclude il dott. Verdoni - o comunque quando si deve decidere per il futuro del piede del paziente, è necessario eseguire una radiografia comparativa con tutti e due i piedi in carico e stando in piedi. In questo modo, si può osservare l’orientamento corretto/scorretto delle ossa del piede valutandolo in maniera più approfondita”. 

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