Influenza 2018: ecco cosa ci aspetta

“Anche quest’anno, l’immancabile appuntamento con l’influenza, spiega il professor Fabrizio Pregliasco, virologo presso l’Università degli Studi di Milano e Direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, non si farà attendere e si prospetterà di intensità media, con il coinvolgimento di circa 5 milioni di ammalati costretti a letto.

I virus che potrebbero colpirci sono, nello specifico: A/Michigan/45/2015 (H1N1) presente anche nel vaccino 2017-2018, il B/Phuket/06/2017 ricompreso nei vaccini quadrivalenti e le nuove varianti A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2) e B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria). È importante quindi non sottovalutarla. Grande ruolo avranno le condizioni metereologiche per cui un inverno lungo e freddo potrebbe contribuire ad alzare l’asticella delle ‘vittime’. Ma come capire se si tratta di influenza vera e propria?

Naturalmente riconoscendone i classici sintomi: febbre a 38°C con esordio brusco, dolori muscolari e articolari diffusi, naso che cola, mal di gola e starnuti frequenti. L’esame diagnostico più efficace è il tampone faringeo da effettuare in laboratorio”. “In caso di contagio, continua, è essenziale osservare riposo assoluto e, se necessario, ricorrere ai farmaci da banco (spray nasali, anticongestionanti, antinfiammatori, …) ovvero che non necessitano della prescrizione medica. Questi, infatti, attenuano il sintomo senza però azzerarlo per questo, se il disturbo dovesse persistere oltre 4-5 giorni, sarebbe meglio rivolgersi al proprio medico. Attenzione a non utilizzare gli antibiotici senza consultare il medico! Questi farmaci, infatti, sono maggiormente indicati per le infezioni batteriche che colpiscono le vie respiratorie (bronchiti, polmoniti) e si assumono solo su prescrizione. I soggetti che devono prestare maggiore attenzione a non ammalarsi oltre ai grandi anziani e ai bambini molto piccoli, sono gli immunodepressi e quei pazienti affetti da patologie croniche più esposti all’insorgenza di complicanze”.

“L'OMS raccomanda, conclude Pregliasco, nel caso dei vaccini quadrivalenti, l'inserimento del B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata), in aggiunta ai tre precedenti. Il nuovo vaccino conterrà due nuove varianti antigeniche: una di tipo A, sottotipo H3N2 (A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016), che sostituirà il ceppo A/Hong Kong/4801/2014 e una di tipo B (B/Colorado/06/2017-lineaggio Victoria) che sostituirà il ceppo B/Brisbane/60/2008”.

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