Il Galeazzi a Palazzo Lombardia per parlare della Sindrome di Tourette nei giovani

Si è tenuto, la scorsa settimana, presso Palazzo Lombardia a Milano, il convegno “Tic e sindrome di Tourette a scuola e nel lavoro”, che ha visto la partecipazione in veste di relatori due specialisti dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi. Durante il congresso, organizzato dall’Assessorato all’istruzione, formazione e lavoro di Regione Lombardia, il professor Mauro Porta, responsabile del Centro Malattie extrapiramidali e Tourette della struttura milanese del GSD, e la dottoressa Roberta Galentino, psicologa clinica presso lo stesso Centro, sono intervenuti su una questione molto importante e dibattuta: il ruolo della Tourette nello psicosviluppo di giovani e adolescenti.

È emerso che, oggigiorno, si deve parlare sempre più di differenti forme di Tourette, molto spesso caratterizzate da una situazione di inattenzione e iperattività motoria (sindrome ADHD), tic sonori e ossessioni compulsioni, ponendo un particolare accento sull’aspetto epidemiologico: si è ribadito, infatti, come questa sindrome, nelle varie forme, tocchi la popolazione nello 0,95-1% dei casi, con una percentuale del 16 -18% nei più giovani. Mentre in questi soggetti sono maggiormente presenti tic motori e sonori e ADHD, negli adulti si parla di più di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

La sindrome di Tourette è dunque passata dallo status di malattia rara a malattia frequente, di cui si hanno i primi riscontri già a partire dall’ambiente scolastico. Le prime figure coinvolte sono proprio gli insegnanti i quali, molto spesso, non hanno un’adeguata preparazione per poter affrontare questa patologia. A questo proposito, il centro Tourette dell’IRCCS Galeazzi ha avviato una collaborazione con la Fondazione Luigi Clerici, ente di formazione professionale, in cui vengono appunto formati gli insegnanti per garantire loro un grado di preparazione tale da poter affrontare, una volta immersi nel territorio di didattica e insegnamento, le varie problematiche gestionali di una malattia che ancora oggi risulta difficile da diagnosticare e che comporta una grande situazione di disagio. L’incontro ha avuto un grande riscontro e coinvolgimento del pubblico, con circa 200 personalità tra medici, psicologi, insegnanti e pedagoghi. 

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