Formicolii, crampi o dolori muscolari? forse l’elettromiografia può aiutarti

L’elettromiografia, spiega la dottoressa Laura Geremia, responsabile del Servizio di Neurofisiopatologia dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, è un esame che valuta il sistema nervoso periferico quindi nervi, radici nervose e muscoli. Quella che comunemente viene chiamata elettromiografia, in realtà, è composta da diversi tipi di esami che vengono eseguiti a seconda della problematica riscontrata nel paziente.

L’elettromiografia propriamente detta ha come obiettivo la valutazione muscolare e si compie con un ago concentrico che viene infisso nel muscolo del paziente, chiedendo allo stesso di eseguire un movimento volontario con quel muscolo. In questo caso si valuta la funzionalità muscolare, ma anche delle radici nervose che comandano quel muscolo. Un altro esame è l’elettroneurografia (ENG) che studia la velocità di conduzione dei nervi e si effettua, similmente all’elettroencefalogramma, tramite elettrodi di superficie che vengono collocati nei punti conosciuti, stimolando elettricamente il nervo. In questo caso, otteniamo una risposta attraverso la quale si valuta la velocità di conduzione (i nervi hanno una vera e propria velocità con cui conducono lo stimolo), e si considerano particolari parametri della risposta quali l’ampiezza e le latenze.

Altri esami che rientrano nel grande “pacchetto” dell’elettromiografia sono le risposte riflesse, utili per osservare i meccanismi di riflessi spinali e la stimolazione ripetitiva che va a indagare la placca neuromuscolare. Tra le patologie più diagnosticate con l’elettromiografia troviamo le neuropatie (ereditarie, metaboliche), le miopatie (distrofie muscolari, miositi), le radiculopatie da compressione (lombosciatalgie, cervicobrachialgie, ernie discali), gli intrappolamenti nervosi (sindrome del tunnel carpale, sindrome del tunnel tarsale, sindrome del tunnel cubitale) e anche alcune forme di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA).

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