Come trattare le condropatie?

“Le condropatie, spiega il professor Walter Pascale, responsabile dell’U.O. di Chirurgia e Traumatologia del Ginocchio II all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, sono quelle alterazioni della cartilagine dell’osso, struttura molto levigata che, nel tempo, può usurarsi e andare incontro a infiammazioni fino a una vera e propria degenerazione”.

“Per prevenire un’eventuale usura, continua, è necessario stabilire un approccio terapeutico inizialmente conservativo per cui si tende a migliorare il tono muscolare attraverso esercizi specifici dedicati alla postura, quindi tutto ciò che occorre per ristabilizzare la giusta e corretta articolarità. In casi, invece, in cui la cartilagine è usurata e le cure conservative risultano fallimentari, si tentano interventi infiltrativi con, ad esempio, l’acido ialuronico che, attraverso diversi pesi molecolari, tende a ripristinare un equilibrio quasi fisiologico del liquido sinoviale che lubrifica l’articolazione. Oltre all’acido ialuronico, al giorno d’oggi, esistono altre tantissime sostanze ricavate dal nostro organismo come il PRP (plasma ricco di piastrine), cioè il prelievo di sangue dal paziente che viene poi centrifugato e lo stesso, ricco di fattori proteici, va poi a stimolare il metabolismo aiutandolo a migliorare la qualità di vita del ginocchio”.

“Tutte queste situazioni critiche prima di un intervento più importante, conclude il professor Pascale, vanno affrontate con estrema razionalità e con il buon senso, cercando di dare indicazioni precise in base al sintomo e in base ai dati diagnostici a disposizione”.

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