5x1000 la ricerca ci dà risposte

La nostra ricerca costituisce la nostra eccellenza, aiutaci anche tu a renderla eccezionale.

 

CHI SIAMO

L’Istituto Ortopedico Galeazzi è stato riconosciuto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per la disciplina “Malattie dell’apparato locomotore” (Decreto Ministeriale del 4 aprile 2006). L’Istituto si prefigge di promuovere un sistema clinico-assistenziale e di ricerca di eccellenza nell’ambito delle patologie dell’apparato locomotore, nel solco di una tradizione di più di 50 anni, alla luce delle nuove scoperte e acquisizioni scientifiche nel campo della medicina, della chirurgia, della bioingegneria e delle biotecnologie mediche.

 

COSA FACCIAMO GRAZIE AL TUO 5XMILLE

Grazie al contributo del 5x1000 negli anni, è stato possibile sostenere importanti progetti e attività di ricerca.

 

Biofilm, un impegno nella lotta contro le infezioni

Almeno una volta nella vita, è capitato a tutti di doversi sottoporre all’impianto di device medici (protesi, impianti dentari, pacemaker, ...). Il Biofilm è una pellicola protettiva, prodotta dai batteri che permette loro di difendersi in maniera aggressiva, rendendoli resistenti sia alla terapia antibiotica sia al sistema immunitario. Tutte le infezioni correlate a materiali impiantabili nel corpo umano e più del 70% delle infezioni croniche sono dovute alla presenza del Biofilm batterico, che oggi rappresenta la maggiore causa di disabilità e di diminuzione dell’aspettativa di vita e la prima causa della difficoltà di diagnosi e trattamento delle infezioni ospedaliere. Conoscere le infezioni e il Biofilm, significa salvaguardare la vita di molte persone. Una costante attività di ricerca può migliorare la diagnosi, la prevenzione e il trattamento delle infezioni ospedaliere e delle infezioni croniche correlate al Biofilm. È con questo obiettivo che nasce, presso l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, il Centro Biofilm Milano, il primo laboratorio italiano dedicato allo studio sia clinico sia di laboratorio del Biofilm batterico.

 

Una nuova metodica per ottimizzare la ricostruzione della cartilagine del ginocchio

Si è recentemente scoperto che le cellule cartilaginee prelevate dal setto nasale sono molto efficienti nella rigenerazione della cartilagine articolare. L’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, in collaborazione con importanti strutture ospedaliero-universitarie straniere, sta avviando uno studio che mira a testare il potenziale delle cellule della cartilagine del naso per la riparazione delle cartilagini articolari del ginocchio. Nose-to-knee, questo il nome della metodica, nasce con l’obiettivo di mostrare la maggiore efficacia delle cellule nasali rispetto alle tecniche di medicina rigenerativa a oggi utilizzate, che ancora non permettono il raggiungimento di una riparazione sicura e duratura nel 100% dei casi. Attualmente, i ricercatori clinici sono impegnati nel raggiungimento dell’ambizioso traguardo di una guarigione completa e definitiva delle lesioni cartilaginee del ginocchio.

 

Uno studio in grado di valutare e prevenire il rischio di caduta nell’anziano

Il rischio di caduta è una delle più rilevanti problematiche per le persone con più di 65 anni (35-40% di questi). Nel 20%-30% dei casi, le cadute provocano danni come una riduzione della mobilità e dell’indipendenza, un aumento delle ospedalizzazioni e rischio di morte prematura. Tuttavia, la maggior parte delle cadute è potenzialmente prevenibile con una valutazione mirata all’identificazione del livello di rischio di caduta. In questo contesto, è stato sviluppato un sistema innovativo e tecnologicamente avanzato basato su realtà virtuale, il sistema OAK, unico nel suo genere, che si propone come efficace strumento di valutazione, prevenzione e anche trattamento riabilitativo. I ricercatori e gli ingegneri dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, unica struttura in Italia ad avere questo macchinario, stanno attualmente sperimentando questo modello valutativo e di prevenzione in grado di dare una risposta concreta alla tematica rischio cadute.

 

Individuare la predisposizione genetica per prevenire il mal di schiena

Il mal di schiena, che affligge 8 italiani su 10, rappresenta una delle prime cause di assenza dal posto di lavoro. I ricercatori dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi hanno individuato una particolare variante del gene del recettore della vitamina D che, se presente, contribuisce all’insorgenza del mal di schiena, indipendentemente dall’associazione con specifici fattori di rischio (familiarità, età avanzata, fumo, obesità, frequente esposizione a vibrazioni e attività lavorative che richiedano uno sforzo fisico intenso). Questa scoperta apre la strada a nuove strategie di prevenzione: non è possibile cambiare ciò che è scritto nel proprio DNA, ma è sicuramente utile esserne consapevoli e adottare uno stile di vita più sano, riducendo l’esposizione ai fattori di rischio, per ritardare l’insorgere del mal di schiena cronico e limitare gli effetti negativi sulla qualità della vita.

 

Ossa più sane per combattere le patologie metaboliche e migliorare la qualità della vita

Le patologie metaboliche sono di grande attualità ai giorni nostri. Alimentazione e attività fisica sono grandi alleati nella prevenzione e nel controllo di queste condizioni ma gli studi dei nostri ricercatori dimostrano che quando queste azioni sono anche mirate a migliorare la qualità dell’osso (es. determinati tipi di attività fisica) hanno effetti ancora più positivi sul metabolismo. Gli studi portati avanti dai nostri ricercatori sono focalizzati sulla descrizione dei meccanismi molecolari coinvolti nell'interazione ormonale tra l'osso e gli altri organi (es. pancreas, muscoli) implicati nella gestione delle risorse energetiche. Un osso stimolato meccanicamente utilizza molta energia e stimola gli altri organi a fare altrettanto: il risultato è un minor accumulo di zuccheri e grassi. L’osso non più come solo sostegno e movimento ma come organo della salute.

 

IL 5X1000

Destinare il 5xmille all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi è un gesto semplice e gratuito: basta la tua firma e il nostro codice fiscale 05849220156 sul modulo della dichiarazione dei redditi (730, Unico, CU - Certificazione Unica, ex CUD) nel riquadro “Finanziamento della Ricerca Sanitaria”. Se hai solo il modello CU devi compilarlo nello spazio dedicato, inserirlo in una busta chiusa con la dicitura “scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF”, indicando cognome, nome e codice fiscale e consegnarlo a uno sportello delle Poste o della banca. Il 5xmille non costa nulla: è una quota dell’IRPEF, quindi una tassa che, se non devoluta, viene comunque trattenuta dallo Stato.

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